Lunedì, 19 Ottobre 2020

Registratori Telematici

Il registratore di cassa telematico o registratore telematico è uno strumento che consente di inviare per via telematica gli incassi giornalieri all’Agenzia delle Entrate, servendosi della nuova procedura online dei corrispettivi elettronici, sempre messa a disposizione dall’Agenzia delle Entrate. Il registratore di cassa telematico (RT) memorizza i dati degli incassi derivanti dalla vendita di beni o servizi e a fine giornata genera un file XML che viene poi trasmesso via telematica all’agenzia delle entrate. Al momento della messa in servizio viene conseguentemente e automaticamente censito ed è identificato tramite il QRCODE, grazie all’invio telematico degli incassi, le relative fatture e ricevute si trasformeranno in documento commerciale.

L’invio telematico dei corrispettivi fa riferimento al Decreto Legge 127/2015, nel quale vengono date disposizioni circa le modalità per l’invio dei corrispettivi a partire dall'1/1/2019. Ma in realtà, con la nuova legge di bilancio 2019 o meglio con l’entrata in vigore del descreto fiscale 2019, l'obbligo di memorizzazione e trasmissione telematica dei corrispettivi partirà dal 1 luglio 2019 per i soggetti con volume d’affari superiore a 400.000 euro e dal 1 gennaio 2020 per tutti gli altri, con possibilità di avvio graduale in ragione della tipologia di attività esercitata e del livello di connettività web della zona territoriale in cui si opera.

I vantaggi derivanti dall’utilizzo del registratore di cassa telematico sono essenzialmente due:

  • l’esonero dal registrare quotidianamente i corrispettivi in quanto sostituiti dal corrispettivo elettronico.

  • La possibilità di non emettere scontrini con valenza fiscale.

L’opzione dell’utilizzo del registratore telematico è attualmente obbligatoria per la grande distribuzione, mentre è facoltativa per i commercianti al dettaglio, per poter accedere all’utilizzo va presentata domanda all’agenzia delle entrate, e una volta accettata avrà una valenza di 5 anni che si rinnoverà tacitamente, in mancanza di revoca, di cinque anni in cinque anni.

Attivazione del registratore di cassa telematico presso l'esercente

L’installazione e l’attivazione del Registratore Telematico presso l’esercente è condotta da laboratori e tecnici abilitati dall’Agenzia delle entrate. L’esercente, o un suo delegato, prima di procedere all’attivazione del RT, deve accreditarsi mediante apposita procedura on line disponibile sul sito dell’Agenzia delle entrate.

 In fase di attivazione, il tecnico abilitato inserisce nel Registratore Telematico, mediante gli appositi dispositivi di input, i propri dati identificativi (Codice Fiscale del tecnico e Partita IVA del laboratorio per il quale lavora) e quelli dell’esercente (Partita IVA); successivamente viene dato l’input al Registratore Telematico di trasmettere la richiesta di attivazione al sistema AE.Nel caso in cui l’esercente effettui in autonomia tale operazione dovrà fornire obbligatoriamente il suo codice fiscale e la sua partita iva come responsabile dell’operazione per la sua registrazione a sistema. Questa operazione modifica lo stato del Registratore Telematico che diventa “attivo”. Tale funzione di inizializzazione prevede, da parte del Registratore, l’utilizzo di due servizi distinti: uno per la richiesta del certificato ed un altro per la successiva associazione del dispositivo all’esercente.La fase di attivazione si conclude con la produzione di un QRCODE che viene messo a disposizione dell’esercente attraverso il sito internetdell’Agenzia delle entrate. Il QRCODE va apposto in apposito alloggiamento del Registratore Telematico, in luogo visibile ai clienti,e contiene l’indirizzamento ad una pagina web del sito dell’Agenzia delle entrate sulla quale è possibile verificare:

  • i dati identificativi del Registratore Telematico (marchio del fabbricante, depositato presso l’Agenzia delle entrate all’atto della presentazione della domanda di approvazione del modello; denominazione commerciale del modello; numero di matricola; estremi del provvedimento di approvazione; dati relativi alla verificazione periodica).

  • i dati identificativi dell’esercente

 

Il credito di imposta per i misuratori fiscali

Allo scopo di agevolare, negli anni 2019 e 2020, l’acquisto o l’adattamento degli strumenti necessari per effettuare la memorizzazione e la trasmissione dei corrispettivi, i cosiddetti misuratori fiscali, il d.lgs ha anche previsto, in favore degli esercenti, la concessione di un contributo pari al 50 per cento della spesa sostenuta, fino a un massimo di 250 euro in caso di acquisto e di 50 euro in caso di adattamento, per ogni misuratore fiscale.

Come beneficiare del tax credit

Le modalità attuative dell’agevolazione sono state definite dal Fisco con il provvedimento appena pubblicato, in base al quale il credito di imposta è utilizzabile esclusivamente in compensazione, tramite modello F24, a decorrere dalla prima liquidazione periodica dell'imposta sul valore aggiunto successiva al mese in cui è registrata la fattura relativa all'acquisto o all'adattamento degli strumenti e sia stato pagato, con modalità tracciabile, il relativo corrispettivo.

Il credito è indicato nella dichiarazione dei redditi dell’anno d’imposta in cui è stata sostenuta la spesa e nella dichiarazione degli anni d’imposta successivi, fino a quando se ne conclude l’utilizzo.

Ai fini dell’utilizzo in compensazione del credito d’imposta, i soggetti titolari di partita IVA sono tenuti a presentare il modello F24 esclusivamente tramite i servizi telematici messi a disposizione dall’Agenzia delle Entrate, riportando il codice tributo che istituito con la risoluzione n. 33/E-2019: “6899” denominato “Credito d’imposta per l'acquisto o l'adattamento degli strumenti mediante i quali sono effettuate la memorizzazione elettronica e la trasmissione telematica all’Agenzia delle entrate dei dati dei corrispettivi giornalieri - articolo 2, comma 6-quinquies, del decreto legislativo 5 agosto 2015, n. 127”.

In sede di compilazione del modello F24, il codice tributo è esposto nella sezione “Erario”, nella colonna “importi a credito compensati”, ovvero, nei casi in cui il contribuente debba procedere al riversamento dell’agevolazione, nella colonna “importi a debito versati”. Il campo “anno di riferimento” è valorizzato con l’anno di sostenimento della spesa, nel formato “AAAA”.

Al fine di garantire il monitoraggio della spesa, l’Agenzia delle entrate comunica mensilmente al Ministero dell’economia e delle finanze – Dipartimento della ragioneria generale dello Stato, l’ammontare dei crediti d’imposta utilizzati in compensazione tramite modello F24, dando esplicita segnalazione qualora le fruizioni operate, tenuto anche conto del relativo andamento, facciano ritenere prossimo il raggiungimento del limite di spesa.

Prot. Agenzia Entrate n. 49842/2019

> Risoluzione n. 33/E-2019 

 

 

 

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